Vitiligine, trattiamola con applicazioni topiche di kellina

Vitiligine, trattiamola con applicazioni topiche di kellina

L’Ammi visnaga (comunemente chiamata e conosciuta come Kellina) è una pianta i cui metaboliti sono dotati di attività spasmolitica a livello cardiaco, bronchiale, gastroenterico e urinario. I suoi metaboliti secondari inoltre svolgono questa attività elettivamente sulla muscolatura liscia e, a livello cardiaco, tale attività si concentra principalmente a livello coronario.

 

Quello che più ci interessa però nel nostro ambito, non sono gli effetti di questa sostanza a livello sistemico ma quello che può fare una volta applicata localmente a livello topico.

 

La kellina, infatti, può essere utilizzata tramite applicazioni topiche, nel trattamento della vitiligine. Questa sostanza viene utilizzata per il trattamento della vitiligine in quanto, in combinazione con la fototerapia, stimola la proliferazione dei melanociti. La kellina, una volta applicata sulla pelle, forma un complesso molecolare con il DNA; la successiva irradiazione favorisce la coniugazione della molecola con il DNA stesso e questo induce l’apoptosi dei linfociti T e stimola la proliferazione dei melanociti. L’attività fotobiologica rimane comunque molto bassa, così come la fotosensibilizzazione cutanea.

 

Studi scientifici hanno dimostrato che dopo un anno di trattamento nel quale i pazienti applicavano un gel di kellina 45 minuti prima dell’irradiazione per 2 volte a settimane, il 45% di essi ha ottenuto un’eccellente ripigmentazione, di oltre il 75%, mentre il 25% ha riscontrato una buona ripigmentazione, compresa tra il 25 e il 50%. Il miglior risultato si è ottenuto infine quando si sono trattate faccia, collo, mani e addome, con risultati che si sono mantenuti soddisfacenti fino a 6 mesi dopo il trattamento.

 

ESEMPIO FORMULATIVO

 

Kellina 
Etanolo 96% 
Acqua depurata 
Glicole propilenico 
Idrossietilcellulosa

 

In un becher, sciogliere la kellina nell’etanolo. una volta ottenuta una soluzione limpida, aggiungere il glicole propilenico e l’acqua. Dopo miscelazione, versare a pioggia sotto costante e lenta agitazione l’idrossietilcellulosa. Lasciare idratare per una tempo sufficiente e rimescolare fino ad omogeneità.

La preparazione di questo gel richiede la ricetta ripetibile.

 

Questa interessante e pratica preparazione, così come molte altre, è allestibile durante la Scuola di Galenica Dermatologica della nostra Unilab Academy.

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Le formule e le informazioni sono per quanto possibile accurate, corrette e conformi allo stato delle conoscenze, tuttavia l’autore e l’editore non s’assumono alcuna responsabilità legale circa l’accuratezza, la completezza e l’applicabilità di qualsiasi indicazione fornita. Essi, inoltre, declinano ogni responsabilità legale, diretta e indiretta, in merito a danni di qualunque natura che possano derivare dal loro utilizzo.